Parnassus da una parte, il diavolo dall’altra.
il campo di battaglia?una Londra contemporanea ma a tratti senza tempo.
Il tema principale del film è quello dell’
immaginazione:in un epoca in cui la fantasia delle persone rischia di estinguersi , Parnassus (che attraversa da secoli il mondo) prova con sempre maggiore difficoltà a fermare questo decadimento.
La gente è indaffarata e nessuno vuole più prendere una pausa dai propri impegni prestando attenzione a un teatro itinerante un po’ traballante e rudimentale se visto dall’esterno ma in grado di far rivivere le fantasie più profonde della gente e farla ritornare a sognare.
Quella di Parnassus è una missione per sé stesso, in quanto artista che vuole ispirare e rendere magica la vita dei mortali, e per la figlia , che in seguito ad una scommessa fatta con il diavolo rischia di essere a quest’ultimo ceduta per sempre. Le cose sembrano andare sempre peggio per lui e in suo piccolo gruppo formato dalla figlia, da un attore e da un piccolo(ma davvero piccolo) aiutante che lo seguono e lo supportano. l’arrivo di Tony, uomo senza dubbio più moderno ma che ha perso la memoria, cambierà un po’ di cose … Gilliam torna con questo film a farci
sognare e a farci riflettere sul ruolo dell’
artista, dell’immaginazione e della necessità dell’arte di doversi sempre tenere a passo con i temi per poter comunicare con tutti. Parnassus è in qualche modo Gilliam stesso e le sventure che hanno contraddistinto la sua carriera si sono fatte sentire anche durante le riprese di questa pellicola (con la morte dell’attore
Heath Ledger) ma , invece di farsi sommergere dall’onda, Terry è riuscito, questa volta a cavalcarla e a farsi trasportare in alto, supportato da un team unito e orgoglioso della storia e del risultato che ne stava venendo. E con l’aiuto di tutti è riuscito a fare della sfortuna una fortuna modificando la storia in modo da renderla ancora più affascinante. “é un po’ come se in qualche modo Heath avesse co-diretto” dice Gilliam “perché andandosene ci ha costretti a cambiare la storia ed inoltre anche durante le riprese ha dato un grande contributo alla lavorazione del film proponendo in continuazione le sue idee” e aggiunge “io dico sempre di non essere il regista, ma soltanto un filtro. Non importa di chi sia l’idea, basta che sia la migliore”. E anche se questo film sembrerebbe così corale , sia nella storia dove di protagonisti ce n’è più di uno, sia nella produzione dove il contributo degli altri si è fatto più che mai sentire, è proprio in questo film che il personaggio di Gilliam traspare con più forza e, come dice il suo strettissimo collaboratore, il direttore della fotografia, è l’apoteosi dell’arte di Gilliam .